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 2003  settembre 21 Domenica calendario

GARRONE

GARRONE Riccardo Genova 23 gennaio 1936. Presidente della Sampdoria. Il padre Edoardo, ha fondato la Erg, il maggiore gruppo petrolifero italiano (2.100 punti vendita, 1.400 dipendenti e un fatturato 2001 di oltre 3.500 milioni di euro). Nel 1963 il padre fu eletto presidente del Genoa, ma morì improvvisamente prima di entrare in carica. Riccardo Garrone è stato sponsor della Sampdoria targata Paolo Mantovani dal 1988 al 1994: in quel periodo i blucerchiati hanno conquistato uno scudetto, due coppe Italia, una coppa delle Coppe, una Supercoppa italiana e una finale in coppa dei Campioni. Dall’estate 2002 è anche presidente della Samp: al primo colpo è riuscito a conquistare la promozione in serie A, che la Genova blucerchiata attendeva da quattro anni, dopo la retrocessione in B al termine della stagione 1998-1999. «Edoardo Garrone nel 1938 ottiene dal podestà di Genova la licenza per il ”commercio di prodotti derivati dalla lavorazione del petrolio e del catrame”. Dicono: quell’uomo ha il senso dell’impresa. Nasce così la Erg, acronimo di Edoardo Raffineria Garrone, ditta individuale, in località San Quirico, via Romairone, senza numero. Diventa il principale gruppo indipendente nei settori dell’energia e del petrolio. Nel 1963 muore Edoardo e il figlio Riccardo, 27 anni, prende in mano l’azienda. La Sampdoria è decima in serie A ed entra in Europa: è l’esordio assoluto in coppa delle Fiere. [...] Capo della dinasty del petrolio genovese, è ”sportivo e tifoso tiepido di calcio”. Uomo del lavoro e di successi imprenditoriali, ha altri interessi: l’arte, la faunistica, le brughiere scozzesi. Ama Genova e per Genova s’impegna: ”restituisce la voce” al teatro Carlo Felice, ferito dai bombardamenti e rimasto muto per oltre quarant’anni. Lo spingono ad entrare nello sport. Stampa il suo marchio sulle maglie blucerchiate di Vialli e Mancini. la Samp del petroliere Paolo Mantovani sponsorizzata dall’Erg del petroliere Riccardo Garrone. Quella Samp vince lo scudetto, due coppe Italia, una supercoppa di Lega, una coppa delle Coppe e arriva in finale di coppa Campioni a Wembley, battuta soltanto da una punizione (Ronald Koeman, Barcellona). Sampdoria-Erg Garrone è uno degli abbinamenti più lunghi e felici della storia del calcio nostrano: Riccardo entra nel 1988 ed esce nel 1994. [...] Non è quello che si dice uno spendaccione. Anzi. Narrano le cronache maligne: una volta andò a pranzo nell’Alessandrino e si portò il tartufo da casa. Riccardo segue con distacco le povere vicende di una povera Samp. Siamo all’alba del 2000, il popolo blucerchiato soffre in campo e fuori. La B è triste, Marassi un’altra prigione. Si parla di un intervento di Garrone, di una Samp inglese, di gruppi londinesi, di cordate liguri ed eccentrici sceicchi. Una suggestione: Luca Vialli presidente e Roberto Mancini allenatore. Presidente invece diventa Garrone, nel 2002. E salva la Samp dalla C. Gli chiedono: perché? ”Io non mi intendevo assolutamente di calcio. Lo faccio per quello che provo per Genova”. Prima dice: ”Per spirito di servizio, in attesa di consegnarla ad altri”. Poi ammette: ”Per la bella storia che ho avuto con la Sampdoria. Era fortissima ma il mio amico Mantovani, molto superstizioso, era convinto che la Erg portasse fortuna. E invece siamo stati noi ad avere grandi benefici”» (Germano Bovolenta, ”La Gazzetta dello Sport” 21/9/2003). «[...] è stato quarant’anni presidente della Erg, il primo gruppo petrolifero italiano. Lo hanno descritto come un uomo freddo e severo, esigente e calcolatore. Persino spietato: nella sua carriera di petroliere di successo ha licenziato cinque amministratori delegati ”perché ritenuti inadeguati all’azienda”. Era lavoro. [...] Racconta la storia del gruppo fondato da suo padre Edoardo, parte da lontano, dagli anni Trenta. ”Papà è stato il primo laureato in chimica industriale a Genova. Ha cominciato prestissimo, ha fatto la campagna saccarifera come dottore chimico nello zuccherificio di Porto Tolle, in Polesine. Poi nel 1938 ottiene dal podestà di Genova la licenza per il commercio di prodotti derivati dalla lavorazione del petrolio e del catrame”. Edoardo Garrone ha il senso dell’impresa e fonda la Erg, acronimo di Edoardo Raffineria Garrone . Ditta individuale, in località San Quirico, via Romairone, senza numero. Dice Riccardo: ”Papà ci ha insegnato il rigore e la severità. Soprattutto con noi stessi”. Racconta una piccola storia di Natale: ”Ero bambino, mi regalò un arco e le frecce. Mi disse: ’Vai giocare fuori’. Io dissi: ’Sì, papà, subito’. Ma fuori faceva molto freddo e io volevo tirare lo stesso. Allora andai in cucina e di nascosto disegnai un cerchio sullo scuro della finestra. Papà se ne accorse, prese arco e frecce e li fece a pezzi davanti a me. Non dico quanto piangere. Ma lui disse: ’Avevi dato la tua parola e non l’hai rispettata’. Ho raccontato spesso questo episodio: la lezione mi è servita. Le etichette non contano. Contano la serietà e la parola data. I miei figli, i miei amici, i miei collaboratori lo sanno. Conta l’impegno, il dovere. [...] Sono stato anche candidato al Senato per il Partito Repubblicano, ho ottenuto buoni consensi, mancavano solo mille voti per essere eletto. Meglio così...”. [...] Riccardo Garrone diventa il numero unodella Erg a 27 anni. Nel 1963, in Norvegia, durante una battuta di pesca al salmone, muore Edoardo e il giovane Duccio, laureato in chimica industriale come il papà, prende in mano la grande azienda. [...] Riccardo è sempre stato sportivo e tifoso tiepido di calcio. Pratica un po’ di sport: tennis, golf (handicap 17), ma è uomo di lavoro e di successi imprenditoriali con altri interessi: l’arte, la musica, la faunistica, le brughiere scozzesi. E, soprattutto, l’amore per Genova. Vive e lavora per la sua città. ”Restituisce la voce” al teatro Carlo Felice, scrivono, ferito dai bombardamenti e rimasto muto per oltre quarant’anni. Lo spingono nel calcio. ”Io non andavo alle partite, la prima l’ho vista a Marassi nel 1986. Sì, seguivo la Samp, avevo giocato da ragazzo nella scuola, l’Andrea Doria, ma non ero né intenditore né appassionato di football”. La Erg di Garrone diventa sponsor Samp e stampa il suo marchio sulle maglie di Vialli e Mancini. ”L’ho fatto per il mio amico Paolo Mantovani”, dice Garrone. Quella è la grandeSampdoria. Vince lo scudetto, due coppe Italia, una Supercoppa di Lega, una coppa delle Coppe e arriva in finaledi coppa Campioni a Wembley, battuta soltanto da una punizione di Koeman (Barcellona). Sampdoria Erg Garrone è uno degli abbinamenti più lunghi e felici della storia del calcio italiano: Riccardo entra nel 1988, esce nel 1994. ”Una bella storia, la Samp era fortissima, ma il mio amico Mantovani, molto superstizioso, era convinto che la Erg portasse fortuna. E invece siamo stati noi ad avere grandi benefici e ritorno di immagine”. [...] Quando prende la Sampdoria, Riccardo dice: ” come una figlia, non sta bene: l’aiuteremo a guarire. La Samp è stata ballerina, tornerà sui palcoscenici”. il 2002 e avverte: ”Io ho altri interessi, a Marassi mi vedrete pochissimo”. Invece lo vedono. La Samp sale, torna a danzare e Riccardo si entusiasma. Si deprime, raccontano, solo quando entra in Lega. Confida: ”Ho vissuto una vita nel mondo dei petroli, ho visto e conosciuto gente di tutti i tipi. Spesso nel calciomi chiedo: ’Ma dove sono finito? Ci sono sperequazioni macroscopiche. Le grandi, Milan, Inter e Juve non possono pensare di avere e ottenere tutto quello che vogliono. Finirà che presto giocheranno solo fra di loro [...] difficile fare il presidente, i tifosi chiedono, ma loro non immaginano neppure quanti soldi ci mettiamo. Però la Samp è bella ed è qui per danzare...”» (Germano Bovolenta, ”La Gazzetta dello Sport” 8/7/2005).