Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  settembre 20 Sabato calendario

Ecco la frenetica evoluzione del topo da laboratorio dagli inizi del Novecento sino ai giorni nostri: F 1909: dBA, il primo Clarence Cook Little, biologo presso l’Università di Harvard (foto a sinistra), negli Usa, seleziona il primo ceppo di topi da laboratorio, noto come DBA (Dilute brown non-agouti, ovvero il colore del pelo)

Ecco la frenetica evoluzione del topo da laboratorio dagli inizi del Novecento sino ai giorni nostri: F 1909: dBA, il primo Clarence Cook Little, biologo presso l’Università di Harvard (foto a sinistra), negli Usa, seleziona il primo ceppo di topi da laboratorio, noto come DBA (Dilute brown non-agouti, ovvero il colore del pelo). Little è convinto che per svelare i segreti di malattie come il cancro sia necessario studiare un ceppo geneticamente puro. I topi DBA sono utilizzati ancora oggi. F 1921: C57BL, comprato in fattoria Little seleziona il ceppo C57BL da una femmina di topo comprata dalla fattoria di Abbie Lathrop, il cui numero di codice è 57. Il ceppo C57BL diventa uno dei più importanti per i genetisti. Proprio questo, 80 anni dopo, sarà scelto per sequenziare il genoma murino. F 1940: i congenici Verso la fine degli anni ’40, George Snell ottiene i primi ceppi di topi congenici con un patrimonio genetico che differisce solo per un breve tratto cromosomico. La scoperta è così importante per l’immunologia che nel 1980 Snell riceve il premio Nobel per la medicina. F 1950: ob/ob, l’obeso Un gruppo di ricerca del Jackson Laboratory, nel Maine, scopre un ceppo di topi chiamati ob/ob, che mangiano in modo eccessivo e diventano obesi (foto sotto). 50 anni dopo, altri scienziati scopriranno perché: a questi topi manca un ormone che controlla l’appetito e il peso corporeo. Oggi si spera che possano servire per comprendere le cause dell’obesità umana. F 1972: sotto zero Il britannico David Whittingham e la sua équipe dimostrano che embrioni di topo crioconservati (foto sopra) a bassissime temperature sopravvivono allo scongelamento. La scoperta rende possibile la conservazione dei ceppi più importanti per la ricerca scientifica. F 1982: Il transgenico Un team guidato dagli scienziati Richard Palmiter e Ralph Brinster crea il primo topo transgenico il cui Dna contiene un gene di ratto che produce un ormone della crescita. Il gene è attivato da una dieta ricca di zinco, e fa crescere i topi più del normale. Questa scoperta spianerà la strada agli studi genetici. F 1988: L’oncotopo Il Dna di un topolino nato all’Università di Harvard viene modificato geneticamente per essere suscettibile ai tumori. Nasce così l’oncotopo, ampiamente utilizzato negli studi sul cancro. il primo mammifero coperto da brevetto. F 1989: Il ”knockout” Diversi gruppi di ricerca, uno dei quali guidato da Mario Capecchi dell’Università dello Utah, contribuiscono alla creazione del primo topo ”knockout”, nel cui Dna è stato selettivamente disattivato un particolare gene. Questa tecnica permette di capire quale funzione svolge il gene disattivato. F 1997: Cumulina e le sue sorelle All’Università delle Hawaii, un team internazionale guidato dal giapponese Ryuzo Yanagimachi, e al quale collabora anche Maurizio Zuccotti dell’Università di Pavia, riesce a clonare anche i topi con la tecnica usata per creare la pecora Dolly. Il primo è una femmina, Cumulina, dal nome delle cellule ”cumulo” che hanno dato il Dna per la clonazione. F 1998: Il fluorescente Un team canadese ottiene un topo che si illumina di verde se viene esposto a luce fluorescente (foto sotto). Nel DNA del roditore, geneticamente modificato, è stato inserito il gene di una medusa. I topi fluorescenti sono usati per studiare lo sviluppo embrionale e per seguire i movimenti delle proteine all’interno delle cellule. F 2002: IL suo GENOMA Il Mouse Genome Sequencing Consortium, un progetto pubblico-privato completa il sequenziamento delle 2,5 miliardi di lettere del genoma del topo (a destra, la copertina di ”Nature” del 5 dicembre): più piccolo del genoma umano (2,9 miliardi di basi). un ritorno alle orgini perché il ceppo utilizzato è il C57BL/6J. I ricercatori hanno scoperto che i genomi dell’uomo e del topo coincidono al 40%, e che l’80% dei 30.000 geni umani ha un gene corrispondente nel topo.