Michele Serra, ཿla Repubblica 20/9/2003;, 20 settembre 2003
"Max Biaggi e Valentino Rossi sono due bravissimi piloti di moto che talento e fortuna hanno portato in cima al mondo
"Max Biaggi e Valentino Rossi sono due bravissimi piloti di moto che talento e fortuna hanno portato in cima al mondo. Sono ricchi, giovani e famosi, ma da qualche anno si insultano grevemente, e i loro entourage sono anche venuti alle mani, come gli sbronzi nelle balere. Le rivalità tra campioni sono uno dei piatti forti dello sport, Mazzola-Rivera, Thoeni-Gros e Bartali-Coppi sono capitoli affascinanti del romanzo agonistico nazionale. Ma un fondo di rispetto e di cavalleria, anche nel mezzo del furore muscolare, alzava tono e livello della sfida, sempre. L´astio becero e i modi da stadio dei due centauri testimoniano una penosa caduta di stile e di umanità. Solo un´etica privatizzata (l´etica dei tempi) può spingere due uomini pubblici a blaterare parolacce e minacce con tanta costanza, forse felici (insieme ai loro sponsor) per la messe di titoli di giornale che questa grossonalità produce, sicuramente ignari delle regole di cortesia e fair play che lo sport, di suo, richiederebbe ai suoi protagonisti. Magari credono di interpretare la parte del tipo tosto che non la manda a dire, o dello spiritoso mediatico. Ma il risultato assomiglia, banalmente, a due cafoni che non riescono ad arginarsi. Difficile sapere se nel loro giro ci sia qualcuno, più adulto o semplicemente più intelligente, che riesca ad aiutarli a smettere" (Michele Serra).