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 2003  settembre 19 Venerdì calendario

MARENCO Mario

MARENCO Mario Foggia 9 settembre 1933. Architetto. Comico. Lanciato dal programma radiofonico di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni Alto gradimento • «[...] era il professor Aristogitone, attualissimo, in perenne lotta con i suoi studenti, “quei quaranda delinquendi”; era il colonnello Buttiglione, il generale Damigiani, la Sgarrambona, Pasquale Zambuto. Fu il più prolifico ideatore di personaggi per il programma: foggiano come Arbore [...] portò alcune delle macchiette nate per la radio anche in tv: a “Indietro tutta” fu ancora successo. Ha partecipato al “Pap’occhio” di Arbore e ad alcuni altri film, due dei quali ispirati proprio a uno dei suoi demenziali personaggi: “Il Colonnello Buttiglione diventa generale” e “Von Buttiglione Sturmtruppenführer”. Eravamo a metà degli Anni Settanta, la commedia all’italiana trascolorava nella farsa che prima o poi si andrà a recuperare. Ha scritto anche libri, il versatile Marenco, dai titoli eloquenti, “Lo scarafo nella brodazza”, “Los Puttanados”, “Stupefax”. La sua aria stralunata, la sua cultura, il suo disincanto, gli impedirono di continuare a stare in tv. [...]» (Alessandra Comazzi, “La Stampa” 28/6/2010) • «Il creatore surreale di tanti memorabili personaggi per radio e tv da Alto Gradimento a Quelli della notte è anche, e soprattutto, un apprezzato designer con una lunghissima esperienza di lavoro con le maggiori aziende del settore. Ha dato vita al Colonnello Buttiglione e al professor Aristogitone, così come alla lampada Mera per Artemide, premiata col Compasso d’Oro. [...] L’architetto Marenco, quello che i suoi affezionati fan conoscono poco, dopo la laurea a Napoli nel ’57 se n’è andato in giro per il mondo (Stati Uniti, Scandinavia, Germania) con fellowship universitarie e poi ha cominciato a lavorare, soprattutto nel product design, ma anche con allestimenti (molto apprezzato quello Fiat per l’AutoShow del ’93), concorsi (ospedali, uffici ecc.). Nelle interviste, a volte, il comico e l’architetto all’improvviso si scambiano le parti» (Leopoldo Fabiani, “la Repibblica/Affari&Finanza” 9/4/2001).