Mario Torre Macchina del Tempo, ottobre 2003 (n.10), 18 settembre 2003
Le eruzioni vulcaniche hanno spesso cambiato la storia. Ecco le cinque più famose: 79: Vesuvio – Distrusse Ercolano e Pompei e definì un tipo di eruzione, la ”pliniana”, un’eruzione esplosiva, descritta per la prima volta da Plinio
Le eruzioni vulcaniche hanno spesso cambiato la storia. Ecco le cinque più famose: 79: Vesuvio – Distrusse Ercolano e Pompei e definì un tipo di eruzione, la ”pliniana”, un’eruzione esplosiva, descritta per la prima volta da Plinio. 1815: Tambora – La più violenta eruzione in tempi storici. Emise circa 100 km cubi di materiale piroclastico che entrato nell’atmosfera la raffreddò. Il 1816 è ricordato come l’”anno senza estate”. 1883: Krakatoa – L’eruzione del 27 agosto produsse una caldera circolare di 6 km di diametro e profonda 1. Generò un maremoto con onde alte più di 30 metri. Quando si abbatterono sui villaggi della costa uccisero 36.000 persone. Il rumore dell’esplosione si udì a 4.800 km di distanza. L’onda d’urto fece il giro del mondo per 3 volte. La radiazione solare in Europa diminuì del 10% per i 3 anni successivi. 1912: Katmai – L’eruzione immise 12 km cubi di polveri e ceneri nell’atmosfera. L’esplosione fece saltare la cima e al suo posto si creò una caldera di 4 km di diametro. Durante l’eruzione parte del magma fu risucchiato da un vulcano vicino, il Novarupta, che entrò anch’esso in violenta attività. 1991: Pinatubo – Il vulcano scagliò in cielo 3 km cubi di ceneri e polveri che arrivarono a 40 km d’altezza. Queste ricaddero su un’area di circa 300.000 kmq, una superficie simile all’Italia. Grazie al controllo del vulcano si riuscì a evacuare circa un milione e 800.000 persone. Così i morti furono solo un migliaio.