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 2003  settembre 18 Giovedì calendario

La convinzione che la Terra fosse l’unico corpo celeste del Sistema Solare con vulcani attivi svanì nel 1979 quando la sonda Voyager 1 passò a meno di 20

La convinzione che la Terra fosse l’unico corpo celeste del Sistema Solare con vulcani attivi svanì nel 1979 quando la sonda Voyager 1 passò a meno di 20.000 km da Io, uno dei quattro satelliti galileiani di Giove. La superficie di Io presentava crateri vulcanici, caldere con imponenti colate di lava, pennacchi di gas a forma d’ombrello alti decine di km, che apparivano come aree fortemente luminose. Oggi, grazie alle riprese della sonda Galileo, sappiamo che la sua superficie è tormentata da un centinaio di vulcani e i suoi colori stanno a indicare soprattutto la presenza di minerali a base di zolfo. Anche su Marte vi sono vulcani: possiede il cono più grande del sistema solare, il monte Olympus, largo 600 km e alto 27. Sembra che le effusioni siano avvenute tra i 20 e i 200 milioni di anni fa: oggi, sia Olympus che gli altri vulcani marziani sono quiescenti. Pure Venere possiede giganteschi vulcani come Sif, con i suoi 300 km di diametro, sulla cui sommità è stata rilevata una caldera del diametro di 45 km. Non si esclude che alcuni vulcani venusiani siano ancora attivi. Anche Tritone, uno dei satelliti di Nettuno, potrebbe possedere vulcani attivi. Quando fu sorvolato dalla sonda Voyager 2 nel 1989 si osservarono pennacchi: potrebbero essere emissioni di azoto liquido, polveri e composti di metano provenienti dall’interno.