Macchina del Tempo, ottobre 2003 (n.10), 18 settembre 2003
BOLZANO
Oetzi, l’uomo di 5.300 anni fa conservato in una cella frigorifera al Museo Archeologico di Bolzano, ha combattuto contro 4 persone prima di morire a 3.213 metri di altitudine sul massiccio dell’ötztal, attuale confine italo-austriaco, e restare sepolto dai ghiacci. Lo ha rivelato una ricerca condotta dal biologo molecolare australiano Thomas Loy, dell’Università del Queensland. Prelevando alcuni campioni di sangue trovati sui vestiti di Oetzi, sul suo pugnale e sull’asta di una freccia spezzata, Loy ne ha analizzato il Dna mitocondriale scoprendo che apparterrebbe a 4 diversi individui e non all’uomo di Similaun. Viene così confermata la tesi della morte in battaglia già proposta quando, due anni fa, era stata individuata, con indagini radiologiche, una freccia conficcata nel corpo di Oetzi, e nuovamente avvalorata dalle ferite sulla sua mano sinistra e sull’avambraccio destro scoperte un anno fa.
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