Macchina del Tempo, ottobre 2003 (n.10), 18 settembre 2003
LONDRA
«L’aquila è atterrata» ha esclamato l’austriaco Felix Baumgartner, 34 anni, dopo un volo planato di 35 km che lo ha portato dal cielo sopra a Dover, in Gran Bretagna, sopra al canale della Manica fino all’atterraggio a Cap Blanc-Nez, vicino a Calais, in Francia (a destra le sequenze del volo illustrate nel grafico Reuters). L’ impresa senza precedenti è cominciata alle 6.08 del 31 luglio scorso quando Felix si è lanciato da un’aereo a 9.800 metri sulla verticale di Dover, ed è stata possibile grazie a una maschera a ossigeno, una speciale tuta riscaldata per sopravvivere alle temperature che a quella quota toccano i -42°C, ma soprattutto alle ali in fibra di carbonio con un’apertura di 1,8 metri derivata dagli alettoni delle vetture di Formula Uno e ridisegnata dall’ingegner Rüdiger Kuntz dell’università di Scienze applicate di Monaco di Baviera, in Germania.
Le ali tecnologiche hanno permesso a Felix baumgartner di volare come un uccello, planando per 6,22 minuti con punte di velocità fino a 360 km/h e con una media superiore a 200 km/h. Battezzata XC-K1, l’ala pesa appena 4,5 chili e poiché il budget di 225.000 euro non permetteva l’utilizzo di una vera e propria galleria del vento per testarne il profilo, Bamgartner si è fatto legare con tutto il suo equipaggiamento sul tetto di una Porsche 911 da 450 cavalli, sparandosi a 260 all’ora sulle piste dell’aeroporto di Salisburgo, in Austria. Le riprese del volo (visibili sul sito segnalato qui sotto) sono state eseguite con telecamere automatiche fissate alla tuta di volo.
Il tempo totale della traversata, conclusasi con la discesa col paracadute che Baumgartner ha aperto 300 metri sopra la Francia è stato di 14 minuti: meno della metà dei 37 minuti impiegato da Louis Bleriot per la prima trasvolata della Manica nel 1909.
www.felixbaumgartner.com