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 2003  settembre 18 Giovedì calendario

CREMONA

Il primo cavallo clonato è nato in Italia il 28 maggio scorso, ma la notizia è apparsa solo in agosto sulla rivista ”Nature”. Si chiama Prometea, è una puledra di razza Avelignese (o Haflinger) ed è l’esatta copia della madre che l’ha partorita. A realizzare la clonazione è stata l’équipe del Laboratorio di Tecnologie della Riproduzione (Ltr) di Cremona, diretto da Cesare Galli, già passato agli onori delle cronache per aver clonato, nel dicembre 1999, il primo toro, Galileo.
La notizia ha subito fatto pensare alla possibilità di clonare campioni del trotto come Varenne (attualmente impegnato in vari tentativi riproduzione tradizionale). In effetti negli Stati Uniti stanno già provando da tempo a duplicare dei purosangue, ma senza risultati.
I ricercatori italiani hanno prelevato cellule adulte dalla pelle di un cavallo Arabo e di una femmina Avelignese, e le hanno riportate indietro nel tempo ricavandone dei fibroblasti (cellule normalmente presenti nell’embrione). Gli ovociti (cellule uovo) sono stati recuperati dalle ovaie di una giumenta abbattuta. Dalla fusione tra ovociti, privati del nucleo, e fibroblasti si sono ottenuti 513 embrioni maschio e 328 femmina, ma solo 22 sono riusciti a svilupparsi, rispettivamente 8 e 14. Di questi, 8 maschili e 9 femminili sono stati impiantati nell’utero di nove diverse giumente. Dopo 21 giorni si sono registrate 4 gravidanze, ma solo una è stata portata a termine, proprio dalla stessa cavalla donatrice del patrimonio genetico.
Oltre a costituire un primato, la clonazione di Prometea ha dimostrato che la gravidanza di un clone, almeno per i cavalli, può essere portata a termine senza dover ricorrere a una madre surrogata. Ma si sono anche studiate tecniche di riproduzione assistita che permettono di recuperare il materiale genetico da un individuo adulto.
Il passo successivo previsto da Galli sarà la clonazione di un suino, al fine di produrre cellule staminali.