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 2003  settembre 18 Giovedì calendario

Poche ma memorabili le comparsate dell’uomo primitivo alla televisione o sul grande schermo. Poche per la difficoltà di costruire una trama avvincente senza poter attingere alle possibilità espressive del dialogo

Poche ma memorabili le comparsate dell’uomo primitivo alla televisione o sul grande schermo. Poche per la difficoltà di costruire una trama avvincente senza poter attingere alle possibilità espressive del dialogo. Memorabili perché ogni uomo primitivo che ha calcato le scene ha lasciato un’impronta nell’immaginario filmico contemporaneo. Era il 1968 quando di fronte alle platee attonite di tutto il mondo, Stanley Kubrick decideva di portare sullo schermo una saga preistorica come introduzione a uno dei suoi più grandi capolavori: ”2001 Odissea nello Spazio”. Kubrick riuscì a rappresentare filmicamente il momento in cui l’uomo delle caverne scoprì l’autocoscienza, gettando il sasso nello stagno dell’evoluzione culturale e tecnologica. Una sequenza indimenticabile sottolineata dalle note di ”Così parlò Zarathustra” di R. Strauss. Coraggioso, anche se per cinefili, il tentativo di Jean-Jacques Annaud di descrivere cinematograficamente, con ’La guerra del fuoco” (1980), la vita quotidiana di ominidi dell’età della pietra: un insuperato tentativo di mescolare narrazione cinematografica e attendibilità scientifica. Campioni di disimpegno e di incassi, invece, i due film della serie ”Flintstones”, tratti dall’omonimo cartoon noto in Italia come ”Gli antenati”. Sul grande schermo le avventure di Fred e Wilma Flintstone, con gli inseparabili amici Barney e Betty, hanno sbancato i botteghini, sia nel primo episodio (’I Flintstones”, del 1994) sia nel secondo (’Viva Rock Vegas” del 2000). Ma anche la serie cartoon per la tv non fu da meno. Dal 1960 al 1966 le creature del cartoonist Dan Gordon intrattennero milioni di persone, sia in Usa che in Europa, con una vera e propria sit-com animata, ambientata nell’età della pietra.