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 2003  settembre 18 Giovedì calendario

Le più famose opere d’arte preistoriche si trovano a Lascaux, in Francia, o a Altamira, in Spagna

Le più famose opere d’arte preistoriche si trovano a Lascaux, in Francia, o a Altamira, in Spagna. Ma sono moltissime le testimonianze del passaggio di uomini preistorici anche nel nostro Paese. E sono tra le più rare e suggestive fino a oggi scoperte. In Campania, a Foresta (Caserta), sulle pendici del vulcano di Roccamorfina ci sono impronte di almeno 350.000 anni fa, attribuibili ad un Homo erectus europeo che calpestò il terreno ancora fluido, lasciando quelle che per secoli erano note come le impronte del Diavolo. Tra Mentone e Ventimiglia, sul confine franco italiano (valico di Ponte San Ludovico), ci sono le famose grotte dei Balzi rossi, così chiamate per l’ocra che ne colora e pareti. Un itinerario di paleoarcheologia guida i turisti tra resti umani e tracce di insediamenti che vanno dai 300.000 a 10.000 anni fa. Di circa 10.000 anni sono anche le pitture parietali della grotta del Genovese, a Levanzo (isole Egadi) con disegni di uomini, animali e pesci. Il più antico esempio di dipinto rupestre europeo è invece conservato nella grotta di Fumane, in Valpolicella (Verona). Si tratta di immagini dipinte in ocra rossa che risalgono a 36 mila anni fa. Diecimila anni fa nasceva in Valcamonica (Brescia), la civiltà camuna, che ha lasciato traccia di sé incisa sulla pietra liscia modellata dai ghiacciai. A Capodiponte il museo più importante della zona, dichiarata già nel 1979 patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco. Indimenticabili anche le culture megalitiche, che hanno lasciato traccia di sé in varie zone d’Italia. Tra le più suggestive in Puglia, a Bisceglie, dove troneggia l’omonimo dolmen, antico di almeno 3.000 anni, risalente all’età del bronzo. Un caso a sé la Sardegna che oltre a ospitare numerosi nuraghe, nelle zone di Perfugas e Laerru (Sassari) è anche sede di importanti giacimenti di manufatti antichi di ben mezzo milione di anni.