ཿLa Gazzetta dello Sport 13/9/2003;, 13 settembre 2003
"Andai in anni non recenti, perché niente è recente nella mia vita, diciamo 15 anni fa, a vedere una gran partita della Juve, ma non ricordo più quale
"Andai in anni non recenti, perché niente è recente nella mia vita, diciamo 15 anni fa, a vedere una gran partita della Juve, ma non ricordo più quale. Il mio vero precedente è un altro, però. Risale al ’68, il Pisa promosso in A esordiva in uno stadio rinnovato, ma in città c’erano anche fortissime lotte operaie alle quali partecipavo. Per inaugurare lo stadio lavorarono fino a notte e lo ricordo perché io e altri tre aspettammo che finissero, poi ci introducemmo nello stadio, estirpammo una porta e la trasportammo fuori. Tutto questo con enorme fatica, perché non sapevamo che i pali avevano un’anima di ferro ed erano fissati al suolo col cemento. Si avvicinava l’alba ed eravamo esausti, così la buttammo in un canale che scorre vicino lo stadio. E tutto questo per sollevare l’attenzione sulla lotta operaia. Il giorno dopo entrarono le squadre in campo e solo allora si accorsero che mancava una porta. La ritrovarono quasi subito e l’espediente che fu usato per anestetizzare il valore del nostro, diciamo così, attentato fu che era stato uno scherzo dei livornesi" (Adriano Sofri).