ཿLa Gazzetta dello Sport 13/9/2003;, 13 settembre 2003
"Il calcio per noi detenuti è un’occasione di competizione omerica, vedi mischie nella quale le persone si buttano con un investimento fisico e morale, al tempo stesso eroico e infantile
"Il calcio per noi detenuti è un’occasione di competizione omerica, vedi mischie nella quale le persone si buttano con un investimento fisico e morale, al tempo stesso eroico e infantile. Ciò ha una gran quantità di rischi, dovete tenere conto che tutte le ragioni di campanile che spesso rendono odioso il calcio se tramutate in una guerra per bande, qui sono moltiplicate, perché non c’è una gara che non sia internazionale. Oggi, comunque, sono i maghrebini i più bravi, giocano un calcio più gratuito e artistico, hanno persino quel gusto che una volta attribuivamo quasi solo ai brasiliani: rinunciare al gol per un altro dribbling. Agli italiani, invece, interessa solo segnare, giocare bene è diventato quasi un handicap" (Adriano Sofri).