Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  settembre 13 Sabato calendario

La pesca  originaria della Cina, ma con i suoi 11 milioni di tonnellate all’anno, oggi è il frutto più coltivato del mondo, a pari merito con la mela

La pesca  originaria della Cina, ma con i suoi 11 milioni di tonnellate all’anno, oggi è il frutto più coltivato del mondo, a pari merito con la mela. Nel nostro Paese se ne trovano almeno tre varietà: gialle, bianche e nettarine, tutte molto gradite dagli italiani, che ne consumano in media 11 chili a testa ogni anno. Forse non abbastanza, viste le eccellenti proprietà nutrizionali del frutto che fornisce appena 27 calorie ogni 110 grammi, è composto al 90% di acqua e al 6% di zuccheri. La polpa della varietà gialla è ricca di fibre e di potassio, caroteni e vitamine A, PP, e C, molto importanti per affrontare il caldo estivo, mentre quella a polpa bianca è più povera di caroteni, responsabili del caratteristico colore giallo, ed è leggermente più lassativa. Se consumata matura, è un vero toccasana per la salute: facilita la digestione, stimola l’appetito e ha una discreta azione diuretica oltre a essere indicata per chi soffre di artrite o di gotta. Le pesche si trovano fresche fino a settembre inoltrato e si conservano facilmente in frigo se non sono troppo mature. Prima di consumarle è bene lavare accuratamente la buccia o sbucciarle, perché la superficie può presentare tracce di antiparassitari. Il consumo alimentare non è l’unico, perché con la polpa si preparano maschere rinfrescanti e con il succo lozioni per attenuare le macchie cutanee. Unica raccomandazione, soprattutto per i bambini: evitare di succhiare il nocciolo poiché (come per gli altri frutti che appartengono alla famiglia delle Prunacee, tipo le albicocche, le susine e le prugne) può contenere moderate concentrazioni di cianuro, ma abbastanza alte per dare qualche fastidio anche a un adulto (nausea, mal di testa).