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 2003  settembre 13 Sabato calendario

Un test ti dice se rischi l’infarto Henry Erlich del dipartimento di genetica umana dell’Università californiana di Alameda, negli Stati Uniti, ha messo a punto uno speciale kit per fotografare la presenza di alterazioni in 60 dei più di 100 geni che si ritengono coinvolti nell’infarto

Un test ti dice se rischi l’infarto Henry Erlich del dipartimento di genetica umana dell’Università californiana di Alameda, negli Stati Uniti, ha messo a punto uno speciale kit per fotografare la presenza di alterazioni in 60 dei più di 100 geni che si ritengono coinvolti nell’infarto. Il test di Erlich non necessita di prelievi sanguigni perché può essere eseguito utilizzando il Dna presente nella saliva di un individuo. E permetterà d’individuare i pazienti che, anche con un basso livello di colesterolo, hanno le arterie quasi ostruite perché presentano molti fattori di rischio genetico. In caso di esito positivo, il test non significherà però una condanna: farà soltanto scoprire all’interessato che ha un rischio d’infarto tre volte superiore al normale. Italiani: l’Aids fa meno paura L’Aids oggi fa meno paura agli italiani, forse perché, grazie al diffondersi della triterapia (l’unica che cura la malattia), il numero delle sue vittime sta diminuendo. Nel 2002, per esempio, in Italia sono morti appena 2 pazienti ogni mille, contro i 33 del 1997 secondo il rapporto Icona (Italian cohort of naive antiretroviral patients), condotto su un campione di più di 5.000 pazienti e coordinato dal prof. Mauro Moroni. Non solo, l’Hiv uccide meno: 43 persone ogni mille nel 2002 invece delle 405 di cinque anni prima. In aumento però la trasmissione tra eterosessuali. La prevenzione e il test rimangono, secondo gli esperti, la prima arma per arginare l’Aids, che ha raggiunto livelli endemici nei Paesi in via di sviluppo.