Arianna Dagnino Macchina del Tempo, settembre 2003 (n.9), 13 settembre 2003
Gli uomini soffrono di due tipi di ansia: i disturbi compulsivo-ossessivi e gli attacchi di panico. «I primi si manifestano spesso come un controllo morboso sui propri impegni e sulle proprie cose», spiega Laura Bellodi, direttrice del centro disturbi d’ansia presso il San Raffaele
Gli uomini soffrono di due tipi di ansia: i disturbi compulsivo-ossessivi e gli attacchi di panico. «I primi si manifestano spesso come un controllo morboso sui propri impegni e sulle proprie cose», spiega Laura Bellodi, direttrice del centro disturbi d’ansia presso il San Raffaele. Ne soffre circa il 2% della popolazione, soprattutto i più giovani. Le cause? «Un momento di forte stress», spiega Bellodi, «magari in previsione di un esame o l’insuccesso scolastico che porta al recupero a settembre». «Anche l’ambiente familiare può avere le sue responsabilità» avverte Bellodi, «soprattutto dove vige un certo tipo di educazione molto rigida e restrittiva. Nell’epoca dello sviluppo sessuale, la pressione per il ragazzo è molto forte, possono insorgere enormi sensi di colpa anche solo per quello che si pensa, e si ha necessità di essere rassicurati». Cause simili possono scatenare attacchi di panico, che portano a sensazioni angosciose di essere sul punto di morire o di non farcela. Anche i maschi adulti non sono culturalmente preparati a chiedere aiuto ed ecco che si instaura l’agorafobia: difficoltà a prendere i mezzi pubblici, di recarsi da soli all’università o in ufficio o di guidare nel traffico. La crisi di panico dura venti-trenta minuti e si manifesta con tachicardia, affanno, senso di soffocamento e vertigini, calo della pressione, come se effettivamente si fosse esposti a un pericolo di morte imminente. Di questi disturbi soffre tra lo 0,5 e il 3% degli italiani. Anche questa volta i maschi sembrano essere vittime di se stessi e di uno stigma culturale che vede i disturbi psichici come malattie dei deboli. «Per la mentalità maschile è più difficile affrontare gli stati depressivi, che azzerano la progettualità futura e fanno vivere il presente come anticipazione di disgrazie future» avverte Bellodi. I più recenti casi di cronaca, in cui disperati padri di famiglia fanno strage di tutti i loro cari prima di togliersi loro stessi la vita, sono l’evidenza drammatica di questa difficoltà a chiedere aiuto in tempo.