Arianna Dagnino Macchina del Tempo, settembre 2003 (n.9), 13 settembre 2003
Le tecniche di diagnosi per i tumori al polmone hanno subito un grande sviluppo negli ultimi anni anche grazie all’avanzare delle tecnologie di immagine medica
Le tecniche di diagnosi per i tumori al polmone hanno subito un grande sviluppo negli ultimi anni anche grazie all’avanzare delle tecnologie di immagine medica. Ecco le più comuni: F Tac spirale: è uno strumento non invasivo 7 volte più preciso della radiografia, senza iniettare un mezzo di contrasto per endovena ed esponendo il paziente a livelli molto bassi di radiazioni. Rispetto alla Tac del torace tradizionale (ancora la tecnica più diffusa), la Tac spirale è più rapida e più accurata nell’identificazione di noduli maligni, anche se grandi solo pochi millimetri. F Radiografia: è una fotografia coi raggi X a due proiezioni che però, anche quando negativo, non può comunque escludere la presenza di un tumore, il quale, se ancora piccolo, può risultare invisibile ai raggi X. F Pet: la tomografia a emissione di positroni permette di localizzare con precisione le cellule che si dividono rapidamente, come le cellule tumorali, con un’accuratezza del 96%. Permette di definire le dimensioni, la forma e la localizzazione di un tumore e determinare se si è esteso ai linfonodi o ad altri organi. F Citologia dell’espettorato: tecnica sviluppata negli USA e ancora poco in uso, consiste nell’esame delle cellule polmonari eliminate con la tosse o raccolte per mezzo di una broncoscopia. Con questa tecnica è possibile diagnosticare il cancro del polmone a uno stadio molto precoce, quando non è ancora riuscito a diffondersi in altre parti del corpo. Per localizzarlo è necessaria una radiografia.