Arianna Dagnino Macchina del Tempo, settembre 2003 (n.9), 13 settembre 2003
Adamo è in difficoltà, sta scoprendo che il vero sesso debole è il suo, non quello di Eva. Ecco qualche dato: gli uomini hanno un’aspettativa di vita di 75 anni contro gli 81 delle donne (negli anni Venti la differenza nelle aspettative di vita era di un solo anno), tra i 55 e i 64 anni d’età hanno il doppio delle probabilità di essere colpiti da ictus rispetto alle loro coetanee
Adamo è in difficoltà, sta scoprendo che il vero sesso debole è il suo, non quello di Eva. Ecco qualche dato: gli uomini hanno un’aspettativa di vita di 75 anni contro gli 81 delle donne (negli anni Venti la differenza nelle aspettative di vita era di un solo anno), tra i 55 e i 64 anni d’età hanno il doppio delle probabilità di essere colpiti da ictus rispetto alle loro coetanee. Colpa dello stile di vita? Non solo: le cose sembrano mettersi male fin dal concepimento. Il feto maschio, infatti, ha più probabilità di subire un aborto: tant’è vero che se vengono concepiti 115 maschietti ogni 100 femminucce, all’atto della nascita il divario si è già accorciato (105 contro 100) e i bebè maschi hanno un rischio maggiore di morte prematura (con una ratio di 5 a 4). E più si procede con l’età peggio è. Fra i teenager le probabilità di morte accidentale sono doppie rispetto alle ragazze e, da adulti, commettono suicidio quattro volte più frequentemente delle donne. Tra i 55 e i 64 anni, hanno il doppio di probabilità di perire in un incidente stradale o per omicidio e tra i 55 e i 74 di morire per una malattia cardiaca. Da parecchio tempo si parla della crisi del maschio dovuta alla perdita di ruoli e identità, ma finora si è sottolineato molto poco la sua fragilità fisica. A eccezione dell’Alzheimer, le 15 principali malattie killer colpiscono in misura maggiore gli uomini rispetto alle donne. Per non parlare dei disturbi legati alla sessualità: «Sono in aumento infertilità e impotenza: in Italia ne soffrono 15 uomini su cento», fa presente lo psicoanalista Claudio Risé. Un uomo su due deve fare i conti con la disfunzione erettile, ma solo 1 su 20 si cura. Questa la fotografia che arriva dall’ultimo Congresso Mondiale dell’Issir (International Society for Sexual and Impotence Research) che si è tenuto recentemente a Montreal, in Canada. «In molti casi», avverte Patrizio Rigatti, urologo dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, «l’impotenza è una spia che può precedere di un paio d’anni l’infarto cardiaco e quindi è un sintomo da tenere sotto stretto controllo». Il problema forse è proprio questo: mentre per la donna sono state condotte ripetute campagne d’informazione per il tumore al seno o per il pap-test, il maschio si trascura e ignora le sue vere condizioni di salute. Lo sanno bene gli andrologi: «Nel nostro Paese almeno otto maschi su dieci non sanno che esiste uno specialista per l’uomo così come il ginecologo lo è per la donna», osserva Vincenzo Mirone, dell’Università di Napoli Federico II e Presidente della SIA, Società Italiana di Andrologia, «e molti uomini confessano di essersi rivolti a maghi e fattucchiere per avere la pozione sessuale magica o, addirittura, un amuleto». Ma per il povero maschio a rischio estinzione non tutto è perduto. Basta che metta la testa a posto e pensi un po’ più alla sua salute. Ecco i consigli dei più autorevoli esperti dell’Istituto scientifico San Raffaele di Milano.