Guido Romeo Macchina del Tempo, settembre 2003 (n.9), 13 settembre 2003
La carenza di sonno a meno di cinque ore da uno sforzo di memorizzazione come l’apprendimento di un nuovo gioco o di nuovi movimenti ha effetti nefasti sulla memoria
La carenza di sonno a meno di cinque ore da uno sforzo di memorizzazione come l’apprendimento di un nuovo gioco o di nuovi movimenti ha effetti nefasti sulla memoria. la conclusione di Ted Abel, dell’Università della Pennsylvania a Philadelphia, negli Stati Uniti, che ha pubblicato i risultati dei suoi esperimenti sui topi nell’ultimo numero di giugno della rivista specializzata ”Learning and Memory”. «Il consolidamento della memoria», spiega Abel, «si attua nel corso di un arco di tempo successivo all’addestramento e certi processi cellulari devono avvenire in momenti precisi». Secondo le ricerche americane, l’attività neurale dell’ippocampo, una delle strutture profonde del cervello a cui è legata la memoria del contesto, come il luogo in cui ci si muove, sarebbe molto influenzata dalla quantità di ore di sonno. Questi risultati si aggiungono a quelli che già dimostrano l’importanza del sonno per il sistema immunitario e l’equilibrio energetico.