Fabio Sclosa Macchina del Tempo, settembre 2003 (n.9), 13 settembre 2003
I khipu, le stringhe annodate usate dagli Incas, non servivano solo come personali strumenti di memorizzazione ma costituivano un vero e proprio linguaggio
I khipu, le stringhe annodate usate dagli Incas, non servivano solo come personali strumenti di memorizzazione ma costituivano un vero e proprio linguaggio. L’ipotesi è stata spesso dibattuta ma Gary Urton, antropologo della Harvard University (Usa), sostiene ora di aver capito come veniva codificato tale linguaggio: ogni nodo ha sette caratteristiche con scelta binaria (ad esempio il materiale: lana o cotone) e 24 varianti di colore. Ne risultano 1536 possibili combinazioni: più del doppio del numero dei geroglifici dell’antico Egitto.