Fabio Sclosa Macchina del Tempo, settembre 2003 (n.9), 13 settembre 2003
Maria Giuseppina Rosa Tascher de la Pagerie nacque in Martinica, isola delle Antille (Centro America) di proprietà francese, nel 1763, crescendo tra l’aroma dello zucchero, principale prodotto locale, la ricca vegetazione, la fede nella magia, la forza di una sensualità priva di convenzioni
Maria Giuseppina Rosa Tascher de la Pagerie nacque in Martinica, isola delle Antille (Centro America) di proprietà francese, nel 1763, crescendo tra l’aroma dello zucchero, principale prodotto locale, la ricca vegetazione, la fede nella magia, la forza di una sensualità priva di convenzioni. Nel 1779, mentre infuriava la guerra per l’Indipendenza americana, Rosa viene mandata dal padre, in difficoltà finanziarie, a Parigi per sposare Alessandro di Beauharnais, giovane nobile desideroso di ottenere subito, con il matrimonio, l’eredità che gli sarebbe spettata al compimento dei 21 anni. Alessandro si rivela subito un libertino insensibile nei confronti della moglie, che viene anzi accusata di essere troppo ingenua e per nulla avvezza alle buone maniere vigenti nell’alta società. Così Rosa va a lezione dalla scrittrice Fanny di Beauharnais, e ben presto impara a comportarsi, decide di porre fine ai soprusi del marito chiedendo la separazione, e portando con sé i due figli Eugenio e Ortensia, e comincia a frequentare facoltosi amanti. La Rivoluzione francese fa di Alessandro un eroe e di Rosa una donna influente. Il Terrore li getta entrambi in disgrazia, condannati a morte nella tenebrosa prigione nel convento dei Carmelitani. Alessandro passerà per la ghigliottina, Rosa si salverà all’ultimo momento grazie all’improvvisa cattura ed esecuzione di Robespierre, dichiarato nemico del popolo. La nuova vita di Rosa sarà tutta dedicata ai piaceri, incoraggiati dal suo nuovo amante Paul Barras. E grazie a lui conoscerà il giovane ufficiale còrso Napoleone Buonaparte.