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 2003  settembre 14 Domenica calendario

PIZZUL

PIZZUL Bruno Cormons (Gorizia) 8 marzo 1938. Giornalista tv. Celebre soprattutto come commentatore delle partite della nazionale. Laureato in Giurisprudenza, calciatore a Catania in B e a Ischia in C, è stato assunto in Rai nel ”69. In pensione (attiva) dal marzo 2003. «Basta essere superficiali come lui, per dare a Bruno Pizzul un giudizio di lode. Bella voce, commento emotivo come piace nei bar di borgata, un lessico che lo distingue dai giovani cronisti sportivi [...] Come gli arbitri, si è lasciato superare dalla tecnologia della tv. [...] sa di calcio [...] una gran voce che dice poco [...]» (Antonio Corbo, ”Il Venerdì” 3/4/1998) • «Non avrei mai pensato di fare il telecronista. Ero tornato a casa dopo una carriera da nomade del calcio, mi ero laureato in Giurisprudenza, insegnavo lettere, avevo aperto con un amico uno studio da procuratore e mi ero fatto un buon nome a Gorizia come giocatore di briscola e tressette. Una combinazione di eventi cambiò la mia vita. Andò così: RadioTrieste aveva bandito un concorso per programmisti e siccome non si era presentato nessuno la Rai spedì una lettera di invito a tutti i laureati della provincia. Mi presentai e, forse per non dirmi che non ero adatto al compito, mi suggerirono un’alternativa: ’ C’è un concorso per telecronisti, perché non prova?’. Fu decisiva la spinta di mia moglie. La mia vita accelerò: concorso nel – 68, assunzione nel – 69, telecronista ai Mondiali di Messico – 70. Ultimo arrivato di una squadra composta da Niccolò Carosio, Nando Martellini e Luigi Albertini [...] Io ero sul girone di Leon, avevo concluso e sarei dovuto tornare a Città del Messico. Mi chiamarono dalla Rai: ’Va’ a Guadalajara, aspetta Carosio in aeroporto e sta’ con lui’. Non gli avevo mai parlato. Mi presentai, era arrabbiatissimo, mi squadrò e disse: ’Giovanotto, non fare questo mestiere perché viviamo in un Paese dove non si può dire quello che si pensa’. In realtà usò altre parole, più colorite. [...] Tempo dopo, mi regalò una delle sue massime: ’Vedo che non hai cambiato mestiere. Non ti darò consigli, ma ricordati: anche se malauguratamente fossi astemio, in pubblico fatti trovare sempre con un bicchiere di whisky o di vino in mano perché qualche stupidata la dirai. E allora è meglio pensino che è perché hai bevuto’”[...]» (’La Gazzetta dello Sport” 14/9/2003) • «[...] inconfondibile voce nasale [...] Juve-Bologna, di Coppa Italia, il primo incarico, nel 1969 [...] al suo orgoglio di leggenda vivente manca solo un urlo mondiale (una gioia che né Schillaci nel ”90 né Baggio nel ”94 gli hanno concesso) [...] ”Mi sembra una sterile pignoleria cercare pronunce inattaccabili. Non dimenticherò mai, perché mi diverto ancora oggi, l’autopresentazione di Paulo Roberto Falcao. Arrivò e disse, testualmente: ”Mi chiamo Falcau, si scrive Falcau ma si legge Falcau. Però se voi dite Falcau va bene lo stesso’”» (Santi Urso, ”TvSette” n. 43/2001).