Fabrizio Carbone Macchina del Tempo, settembre 2003 (n.9), 13 settembre 2003
Le rondini sono forse gli uccelli meno conosciuti dal grande pubblico. I non specialisti le confondono con i rondoni (più grandi, di colore grigio scuro uniforme, vivono in città e gridano in volo rincorrendosi a tutta velocità) e con i balestrucci (più piccoli, bianchi e neri, fanno il nido in colonie all’esterno delle case, nei sottotetti)
Le rondini sono forse gli uccelli meno conosciuti dal grande pubblico. I non specialisti le confondono con i rondoni (più grandi, di colore grigio scuro uniforme, vivono in città e gridano in volo rincorrendosi a tutta velocità) e con i balestrucci (più piccoli, bianchi e neri, fanno il nido in colonie all’esterno delle case, nei sottotetti). Le rondini invece sono di un bel colore blu, hanno il sottogola rossiccio ruggine e una coda molto lunga. Sono migratori straordinari a larghissimo raggio: in primavera partono dalle foreste sudafricane e raggiungono persino il circolo polare artico. Il nido lo costruiscono all’interno di porcilaie, di stalle, di fienili, di strutture in comunicazione con l’esterno. Non conoscendo tali abitudini, molti tra noi chiudono questi spazi aperti e costringono quindi le rondini ad abbandonare, in primavera, i luoghi dove avevano nidificato l’anno prima. Alla fine di settembre, ma il momento esatto dipende anche dalle condizioni atmosferiche, le rondini si preparano al grande volo per l’Africa del Sud radunandosi nei canneti dormitori: per esempio a Colfiorito, al confine tra Umbria e Marche.