Fabrizio Carbone Macchina del Tempo, settembre 2003 (n.9), 13 settembre 2003
Da sempre l’uomo segue con interesse il volo degli uccelli migratori. Una consolidata tradizione nel mondo anglosassone e scandinavo ha portato per secoli generazioni di appassionati a osservare le specie migranti con binocoli e cannocchiali, disegnandole e pubblicando guide adatte al riconoscimento delle specie
Da sempre l’uomo segue con interesse il volo degli uccelli migratori. Una consolidata tradizione nel mondo anglosassone e scandinavo ha portato per secoli generazioni di appassionati a osservare le specie migranti con binocoli e cannocchiali, disegnandole e pubblicando guide adatte al riconoscimento delle specie. Il birdwatching da allora è diventato quasi un fenomeno di massa, coinvolgendo in Europa centinaia di migliaia di persone che seguono da punti strategici il passaggio degli uccelli. In Italia un grosso contributo a questa passione lo offre il Wwf, il fondo mondiale della natura, con le sue 132 ”oasi” di protezione faunistica dove è possibile seguire le migrazioni da appositi capanni d’osservazione. I luoghi più famosi sono la laguna di Orbetello, il padule di Bolgheri e il lago di Burano in Toscana, ma anche le Cesine in Puglia. Lo stretto di Messina è il luogo cult per tutti coloro che vogliono ammirare, oggi che il bracconaggio è quasi debellato, falchi e cicogne, aquile e avvoltoi in volo planato.