Fabrizio Carbone Macchina del Tempo, settembre 2003 (n.9), 13 settembre 2003
I cambiamenti delle temperature, studiati ormai da trent’anni dai ricercatori dell’IPCC, il panel dell’Onu che raccoglie duemila climatologi di tutto il mondo, rischiano d’interferire con la migrazione degli uccelli e sono motivo di preoccupazione per gli ornitologi
I cambiamenti delle temperature, studiati ormai da trent’anni dai ricercatori dell’IPCC, il panel dell’Onu che raccoglie duemila climatologi di tutto il mondo, rischiano d’interferire con la migrazione degli uccelli e sono motivo di preoccupazione per gli ornitologi. Il riscaldamento del pianeta, molto evidente proprio nelle zone più fredde dell’Artico, sta spingendo molte specie di limicoli a non scendere, d’inverno, più a sud dell’Inghilterra. Gli studiosi hanno notato che diversi uccelli si sono spostati verso nuovi areali molto prima che noi umani ci accorgessimo dei cambiamenti del clima. il caso degli aironi bianchi maggiori, che trent’anni fa erano rarissimi, se non invisibili, in Italia, e che oggi sono molto comuni. Così come gli aironi guardiabuoi, comunissimi in tutta l’Africa, che sono arrivati in Italia da pochi anni, raggiungendo ormai la pianura padana. Altro caso eclatante è il fenicottero rosa, che si può vedere in estate nel Pian di Spagna, un’area umida all’estremo nord del lago di Como. Fino a pochissimi anni fa il luogo più a nord d’Europa dove si vedevano era la Camargue, la foce del Rodano.