Fabrizio Carbone Macchina del Tempo, settembre 2003 (n.9), 13 settembre 2003
è l’istinto che spinge alla migrazione autunnale immensi stormi di oche selvatiche, grandi branchi di gru, gruppi di cicogne bianche, ma anche isolati esemplari di aquile e di avvoltoi, persino uccellini minuscoli come la balia nera che pesa 12 grammi e che deve raggiungere l’Africa senza scalo, volando anche di notte, nel buio più assoluto
è l’istinto che spinge alla migrazione autunnale immensi stormi di oche selvatiche, grandi branchi di gru, gruppi di cicogne bianche, ma anche isolati esemplari di aquile e di avvoltoi, persino uccellini minuscoli come la balia nera che pesa 12 grammi e che deve raggiungere l’Africa senza scalo, volando anche di notte, nel buio più assoluto. Per raccontare tutto il fenomeno della migrazione ci vorrebbero volumi, perché ogni specie ha la sua strategia. Il rondone lascia i luoghi dove è nato già alla fine di luglio e vola senza fermarsi mai, anche di notte e mentre dorme. Ci sono specie dove i comportamenti sono differenti tra i maschi e le femmine; tra gli adulti e i nati dell’anno. Le femmine di alcuni limicoli, piccoli trampolieri di palude, depongono le uova e se ne tornano in Africa, lasciando al maschio il compito di accudire la prole. Ci sono passeriformi come le cannaiole verdognole che, arrivate a maggio, vanno già via a luglio: rotta Sud-Est. Si concentrano in Etiopia e cominciano a mutare il piumaggio. Poi ancora 3 mila chilometri e come meta il Sudafrica. Le cannaiole verdognole, 12 grammi per 13 centimetri, finiscono la muta e sono pronte a ripartire per l’Europa. Queste straordinarie prestazioni sono state svelate dai ricercatori dell’Infs, l’Istituto nazionale della fauna selvatica. Negli ultimi 5 anni l’Infs ha catturato, inanellato e rilasciato 147 mila uccelli di 137 specie diverse. Uno straordinario lavoro di ricerca in grado di fornire, già oggi, un contributo essenziale alla ricostruzione del fenomeno migratorio: gli uccelli migrano due volte all’anno. Con l’arrivo della neve e del gelo, la stragrande maggioranza lascia l’emisfero Nord per raggiungere gli habitat caldi del Mediterraneo, del Maghreb, dell’Africa australe. Non appena nei luoghi da cui sono partiti sopraggiunge la primavera, gli uccelli, spinti soprattutto dal desiderio di riprodursi, ritornano indietro. Ripopolando i nostri cieli e avvisandoci dell’arrivo della bella stagione.