Severino Colombo Macchina del Tempo, settembre 2003 (n.9), 13 settembre 2003
Sussidiario Quando il nuovo maestro di Pontida, che arrivava da una sperduta valle bergamasca, si è presentato in aula e ha detto: «Oggi si fa lezione nel bosco», gli alunni devono aver pensato: «Questo è tutto matto»
Sussidiario Quando il nuovo maestro di Pontida, che arrivava da una sperduta valle bergamasca, si è presentato in aula e ha detto: «Oggi si fa lezione nel bosco», gli alunni devono aver pensato: «Questo è tutto matto». Poi, però, sono stati al gioco e hanno scoperto che l’aritmetica non è qualcosa di astratto in cui Pierino va al mercato, compra 7 mele e ne mangia 3, ma qualcosa che li riguardava più da vicino. Molto più da vicino. Lorenzo Berlendis, 47 anni, da 23 anni insegna alle elementari, alla sua maniera: «Cerco semplicemente», dice lui, «di riempire di senso gli strumenti disciplinari. un approccio che utilizza il sapere scolastico in stretta relazione con il territorio e l’ambiente circostanti». Detto così sembra complicato, ma una cosa è certa: durante le sue lezioni non ci si annoia, anzi ci si diverte. Quando ha detto: «Oggi si fa matematica in cortile», nessuno si è tirato indietro. «Negli ultimi anni con i ragazzi ho progettato la sistemazione del cortile della scuola. stata necessaria un’accurata fase di perlustrazione, poi una rigorosa misurazione e una divisione degli spazi». Anche a questo serve dopotutto saper fare i calcoli. Così, dalle soluzioni immaginate dai ragazzi, è nato un orto didattico. «Prima però siamo andati insieme nel bosco per conoscere le piante che crescono sul nostro territorio: abbiamo dovuto identificarle, studiarle e capire quali erano più adatte». Con lo stesso metodo i ragazzi hanno realizzato percorsi sicuri casa-scuola con marciapiedi, attraversamenti pedonali e piste ciclabili per l’accesso autonomo alla scuola come, del resto, prevede la normativa europea: «Il territorio non deve essere sentito come un ambiente ostico, ma a misura di bambino».