(Renato Bertacchini, ཿLibero 24/8/2003), 24 agosto 2003
Evelina Cattermole, bionda e bella, ripudiata a 26 anni dal marito, il conte di Fusignano Francesco Saverio Mancini, pluridecorato capitano dei bersaglieri, che nel 1875 la sorprese a letto con l’efebico amico Giuseppe Bennati Baylon
Evelina Cattermole, bionda e bella, ripudiata a 26 anni dal marito, il conte di Fusignano Francesco Saverio Mancini, pluridecorato capitano dei bersaglieri, che nel 1875 la sorprese a letto con l’efebico amico Giuseppe Bennati Baylon. Fu la prima donna giornalista del ”Corriere della Sera”, sulle cui pagine teneva una rubrica di moda, trucco, bon ton e arredamento (sua battaglia personale, quella contro i «salotti sepolcrali», in legno scuro, con stoffe di raso nero). Scrisse libri di poesie d’amore, firmati con lo pseudonimo di Contessa Lara, che le valsero l’appellativo di ”Saffo italiana”. Tra i suoi amanti anche Gabriele D’Annunzio il quale, mentre baciava la «nitida faccia liliale» e il «sen freddo» di Evelina, non riusciva a liberarsi della visione del «favoloso letto scarlatto» su cui la donna si lasciava lambire «dall’umida lingua» del suo cane, godendo così di un «blandimento inverecondo». Nel 1889 Evelina s’infatuò di Giuseppe Pierantoni, pittore spiantato che dopo due anni di convivenza le sparò un colpo di revolver uccidendola.