(Paola Tavella, ཿAmica 10/2003), 13 settembre 2003
Immacolata Battaglia, 43 anni, organizzatrice del World Gay Pride a Roma nel 2000 e fondatrice dell’associazione DìGay
Immacolata Battaglia, 43 anni, organizzatrice del World Gay Pride a Roma nel 2000 e fondatrice dell’associazione DìGay. Alta un metro e ottanta, capelli neri e corti, fino a vent’anni ha condotto vita da eterosessuale: "Avevo i capelli cortissimi, le sopracciglia non depilate, i pantaloni. E andavo a letto con i ragazzi appena potevo, per dimostrare che ero normale. Loro mi scopavano, mi usavano, mi facevano soffrire". La scoperta della propria sessualità all’università: "Ero innamorata perdutamente della mia migliore amica. Vivevamo in simbiosi, studiavamo insieme, dormivamo insieme. Una sera mi ha dato un bacio un po’ speciale. Ho ricambiato. E’ successo. E’ durata tre anni, ma sempre di nascosto, sempre tutto negato, sotterfugi, bugie. A un certo punto abbiamo deciso di fidanzarci con dei maschi perché non volevamo sentirci diverse. Un supplizio. Adesso lei è sposata, con figli". Le piacciono le donne "vere, con un bel viso, belle mani. Femminili, timide ma seducenti, con il trucco. Lipstick lesbians, dicono gli americani. Sono una frocia tradizionale, mi piacciono le femmine-femmine". Ogni tanto si concede qualche uomo: "Sono sempre deludenti, non sanno scopare. Sono troppo diretti, scontati, poco giocherelloni. Dominati dal cazzo, strumento rudimentale e che non sanno usare in modo davvero evoluto, è rimasto una bestia incontrollata. Non conoscono il corpo delle donne, i suoi tempi, non trovano il ritmo. E appena possono ti torturano, ti fanno penare". Il suo sogno: "Trovare un sarto che mi cucia una redingote di velluto blu, da Lady Oscar, da principe. Perché io sono un principe, e sono troppo bella. E perché Lady Oscar era la mia eroina".