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 2003  settembre 12 Venerdì calendario

Il Sole, nell’antichità, ha sempre goduto di un posto di rilievo nel credo religioso. Tra gli Egizi, il re, figlio del Sole, doveva regnare sull’ordine terrestre come il Sole stesso regna sull’ordine cosmico

Il Sole, nell’antichità, ha sempre goduto di un posto di rilievo nel credo religioso. Tra gli Egizi, il re, figlio del Sole, doveva regnare sull’ordine terrestre come il Sole stesso regna sull’ordine cosmico. Durante il regno del faraone Menès (3000 a.C.), fondatore della prima dinastia, il Sole era conosciuto come Atòn e poi Râ, raffigurato con la testa di falcone che sorregge il disco solare tra due ali o tra due serpenti. Il faraone ”eretico” Akhenaton (vedi foto), intorno al 1350 a.C. rivoluzionò l’olimpo egizio imponendo come unico dio, Aton. Gli antichi Greci veneravano Elio, che ogni giorno conduce la sua quadriga per il cielo e alla sera si riposa in un palazzo delle Esperidi, in Occidente, dove si accomoda in una grande coppa, che sulle onde dell’Oceano lo trasporta di nuovo al punto di partenza. La sua isola preferita era Rodi, dove il celebre Colosso, che ornava l’ingresso al porto, era appunto un’enorme statua dedicata al Sole. Anche i Romani veneravano la stella, spesso denominata come Phoebus (Febo) e identificata con Apollo, dio dell’arte, della scienza pura, della giustizia e della divinazione, che nell’Olimpo era secondo per importanza soltanto a Giove (Zeus). Il culto del Sole era diffuso in America Latina: sugli altopiani boliviani, vicino al lago Titicaca, sorge il Kalasasaya (Tempio del sole), costruito tra il 200 a.C. e il 200 d.C., con la Porta del Sole, tagliata da un unico pezzo di ardesite e decorata da un Sole piangente, mentre a Teotihuacan, vicino a Città del Messico, sorgono le immense piramidi del Sole e della Luna. Le filosofie vogliono il Sole costituito di principio yang, mentre la Terra, più pesante, è formata dallo yin. Dall’interazione di yin e yang ebbero origine le stagioni, il Sole e la Luna, il fuoco, l’acqua, gli elementi e, infine, le creature.