Luciano Regolo, "Chi" 3/9/2003, pagina 28., 3 settembre 2003
Il sogno di Elisabetta Canalis: «Partecipare ai tornei di ippica da professionista, arrivare in alto e poi diventare istruttrice federale»
Il sogno di Elisabetta Canalis: «Partecipare ai tornei di ippica da professionista, arrivare in alto e poi diventare istruttrice federale». Ha ereditato la passione per i cavalli dal nonno paterno: «Andare a cavallo, fin da ragazzina, era l’unica ragione che poteva tenermi lontano dai fidanzatini o dagli amici. A un certo punto mi ammalai e i medici consigliarono ai miei di tenermi alla larga dal maneggio per un lungo periodo. Appena guarii però ricominciai». Anora adesso per andare a cavallo è capace di alzarsi alle sei: «Un mio amico mi ha detto: "Quando sei sul cavallo ti viene la faccia da bambina". Amo questo sport perché amo i cavalli. Sono animali che sembrano avere un’anima, pensi di conoscerli e invece poi ti stupiscono. L’importante è fargli capire che una volta in sella comandi tu, se riesci e mostrarti sicuro dopo si sviluppa un rapporto bellissimo. Da piccola restavo abbracciata al mio cavallo preferito fin quando non finiva di mangiare. Mi ricordo poi Sputnik, il purosangue russo che mi aveva prestato un ragazzo per partecipare a un concorso. Lo adoravo, andavo a scuola l’ultimo anno in auto, già con gli stivali sul sedile posteriore per andare a montare subito dopo le lezioni, senza neppure tornare a casa. E quante volte ho marinato».