Alessandro Cannavò, "Corriere della Sera" 28/8/2003 pagina 33., 28 agosto 2003
Jorge Amado, quando a Rio nel ’45 mentre combatteva contro la dittatura di Vargas per la prima volta vide Zelia Gattai, che sarebbe poi diventata la sua compagna di vita, ne fu contrariato: «Per me Jorge era un mito
Jorge Amado, quando a Rio nel ’45 mentre combatteva contro la dittatura di Vargas per la prima volta vide Zelia Gattai, che sarebbe poi diventata la sua compagna di vita, ne fu contrariato: «Per me Jorge era un mito. A 33 anni aveva già scritto dieci libri e io li avevo letti tutti. E poi era stato in prigione... Mi chiese di lavorare con lui, avrei dovuto dattilografare i comunicati per i giornali, ma io non sapevo usare la macchina da scrivere. Lui mi disse:"Allora sei una ragazza inutile"». Nacque invece un legame che si rafforzò negli anni dell’esilio in Francia («fummo poi cacciati da De Gaulle») e in Cecoslovacchia al ritorno in Brasile. Ora, morto Jorge, Zelia lo chiama ogni sera: «"Sono qui da sola, se ci sei, vieni. Non ho paura". Ma lui non si comporta come Vadinho, lui per il momento non si fa sentire».