Paolo Valentino, "Corriere della Sera" 4/9/2003 pagina 37., 4 settembre 2003
Cura maniacale di Marlene Dietrich per le sue rubriche telefoniche, generalmente rilegate in rosso, perefettamente conservate, che l’attrice affidò alla figlia Maria Riva con l’incarico di donarle dopo la sua morte al Museo del Cinema di Berlino
Cura maniacale di Marlene Dietrich per le sue rubriche telefoniche, generalmente rilegate in rosso, perefettamente conservate, che l’attrice affidò alla figlia Maria Riva con l’incarico di donarle dopo la sua morte al Museo del Cinema di Berlino. Una, ritrovata sul fondo di uno scatolone, è stata pubblicata in Germania col titolo "Marlene Dietrich Addressbuch": in velluto scarlatto, sul frontespizio c’era scritto «Europa», ma la lista spazia sul mondo intero. Tra i nomi, Charlie Chaplin, Orson Welles, Vittorio De Sica, il parrucchiere Vasco Reggiani, il ginecologo svizzero De Watteville, l’avvocato Kurt Wessing. La Dietrich era solita annotare le conoscenze non in ordine afabetico, ma seguendo un suo personalissimo sistema geografico: i nomi erano raggruppati per paese o città, questi a loro volta avevano una lettera in codice ricordata nella chiave trascritta in una pagina iniziale (D per Berlino e la Germania, H per Colonia e Amburgo, W per Roma e l’Italia, Y per Israele, R per il Canada e così via). Le rubriche, inoltre, erano piene di notarelle a margine e lettere autografe.