Marcello Euro Mafucci, "tSt de La Stampa" 3/9/2003 pagina 4., 3 settembre 2003
Keplero, morto di «febbre mortale» a 49 anni, sul letto di morte non parlò mai, ma continuò a puntare l’indice verso il proprio capo e verso il cielo
Keplero, morto di «febbre mortale» a 49 anni, sul letto di morte non parlò mai, ma continuò a puntare l’indice verso il proprio capo e verso il cielo. Nel suo epitaffio scrisse: «Mensus eram coelos/ nunc terrae metior umbras/ Mens coelestis erat/ corporis umbra iacet» (Avevo misurato il cielo/ ora misuro le ombre della terra/ La mente era protesa verso l’infinito/ solo l’ombra del corpo rimane). La sua tomba fu poi profanata dai Lanzichenecchi di Wallenstein e le sue ossa gettate al vento.