Marcello Euro Mafucci, "tSt de La Stampa" 3/9/2003 pagina 4., 3 settembre 2003
Giovanni Keplero fin dalla nascita soffrì d’una malattia che gli faceva vedere doppio, triplo e a volte quadruplo: non era in grado d’apprezzare luci e colori perché tutto gli appariva «sfumato e privo di controni»
Giovanni Keplero fin dalla nascita soffrì d’una malattia che gli faceva vedere doppio, triplo e a volte quadruplo: non era in grado d’apprezzare luci e colori perché tutto gli appariva «sfumato e privo di controni». Da ragzzo si prese il vaiolo: non ne morì, ma ne ebbe le mani storpiate, il volto deturpato e una forte miopia. Nervoso, «inviso a se stesso», arrogante e rumoroso, Keplero veniva regolarmente picchiato dai compagni di scuola e visto che anche i risultati erano disastrosi, il padre decise di mandarlo a lavorare i campi.