Villaggio globale n.91, Sette 09/05/1996, 9 maggio 1996
Pianoforte. Di queste difficoltà si ebbe comunque sentore nel concerto del 7 ottobre scorso a Santa Cecilia
Pianoforte. Di queste difficoltà si ebbe comunque sentore nel concerto del 7 ottobre scorso a Santa Cecilia. Pavarotti cantò tutta le sera stando appoggiato, immobile, alla grande ansa del pianoforte. Per non fare su e giù tra retropalco e palcoscenico, s’era fatto costruire a due passi dallo Steinway (cioè in scena) un camerino-tenda color gelato alla fragola. Qui, con pochissimo dispendio di energie, si rifugiava nelle pause e riposava, talvolta borbottando contro i battimani del pubblico che lo sollecitavano a rientrare. A fine concerto, chiuso con un memorabile "’O sole mio", gli inservienti scoprirono nella tenda brodo di pollo, formaggi, palline di ghiaccio che il tenore si buttava in bocca per rinfrescare la gola riarsa.