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 1996  luglio 04 Giovedì calendario

Un caso. A.C., 46 anni, impiegato in una ditta di trasporti milanese, trasandato nel vestire, poco curato nell’igiene personale

Un caso. A.C., 46 anni, impiegato in una ditta di trasporti milanese, trasandato nel vestire, poco curato nell’igiene personale. La polizia lo pedina per venti giorni e scopre che non fa altro che fotografare bambine. Lo fermano, vanno a casa sua. Non è sposato, vive con i vecchi genitori. In camera ha sessanta chili di materiale cartaceo: ritagli di giornale che risalgono al ’75, manga giapponesi, cartoline erotiche. Ci sono delle mutandine da bambina. In nove quaderni sono incollati foto e commenti. Le foto: bambine all’uscita dalla scuola di ballo ancora con le scarpette di raso oppure fuori della palestra in pantaloncini corti o anche d’estate in canottiera. Commenti scritti: ”Nelly mentre prende la metropolitana, ore 7.40” oppure ”Sweet and lovely”. Gli agenti scoprono che A.C. preferisce le biondine acqua e sapone con le trecce e gli occhi chiari. Si innamora di continuo, le pedina ovunque. Le indagini sono scattate per la denuncia di un padre. Lui ai poliziotti: ”Non faccio niente di male, le bambine sono un hobby, le ammiro come opere d’arte, mi limito a fotografarle, le seguo”. Il pm Fabio Roia: ”E’ un malato, casi come il suo sono in aumento”.