Villaggio globale n.89, Sette 18/04/1996, 18 aprile 1996
Bombay. Il signor L.P., lombardo, 54 anni. Nove anni di dialisi, poi prende contatto con Tel Aviv per il rene
Bombay. Il signor L.P., lombardo, 54 anni. Nove anni di dialisi, poi prende contatto con Tel Aviv per il rene. Ma niente. Niente anche in Egitto (dove un rene costerebbe 60 milioni). Da Roma gli dicono che la via dell’India è la più facile. ”Me ne parlò un conoscente. Dovete capire che, in tanti anni di vita mezza spesa in ospedale, si conoscono tante persone. E uno mi dà un numero di telefono. Non conosco l’indiano, ma neppure l’inglese, gli rispondo. Lui mi dice che non importa, che va bene lo stesso, che "loro - disse proprio "loro" - parlano italiano”. Infatti quando telefona gli viene spiegato con estrema gentilezza che il problema si può risolvere, trenta milioni di cui cinque al donatore più il viaggio, che si porti tutte le analisi, che si faccia accompagnare da un parente, da un amico, anche, se vuole, dal medico di fiducia i chirurghi di Bombay lo ospiteranno volentieri in camera operatoria. La clinica era ”un edificio di un beige slavato, mi pare di quattro piani. Mi hanno fatto altri esami. L’indomani è arrivato il donatore”. Imbarazzo alle presentazioni, alle strette di mano. ”Ci hanno anche lasciati soli per un po’. A guardarci. Lui mi sorrideva. Era contento. Io pensavo: me ne vado, torno indietro”. Fatta l’operazione e rientrato in Italia, gli viene scoperta un’epatite. ”E’ andata bene” gli spiegano ”certi sono tornati con l’Aids” (da un reportage di Marco Neirotti).