Francesco Sisci, La Stampa 26/08/2003 pag. 1, 26 agosto 2003
Che Adamo non potesse vivere senza Eva era chiaro già fino dalla Creazione, e persino in Cina, dove la Bibbia non è moneta corrente, il dualismo dello yin e dello yang rappresenta la femmina e il maschio: l’uno non può esistere senza l’altro
Che Adamo non potesse vivere senza Eva era chiaro già fino dalla Creazione, e persino in Cina, dove la Bibbia non è moneta corrente, il dualismo dello yin e dello yang rappresenta la femmina e il maschio: l’uno non può esistere senza l’altro. E allora come faranno i settanta milioni di maschi cinesi che oggi non hanno né potranno avere una moglie? Il censimento del 2000 non lascia infatti dubbi: qui ci sono settanta milioni di uomini in più rispetto alle donne. Gli uomini per ora soffrono in silenzio la loro solitudine. Sono le donne che urlano: riunite in un congresso che si tiene ogni cinque anni a Pechino le 1300 rappresentanti delle 620 milioni di donne cinesi hanno lanciato l’allarme. I colpevoli sono facili da trovare. Sono il combinato composto della politica di pianificazione familiare, che tende a ridurre le nascite, con secoli di pregiudizi contro le femmine uniti a concrete esigenze economiche: un figlio maschio è in grado infatti di provvedere meglio ai vecchi genitori senza pensione. Oggi per la verità, il nuovo benessere ha ammorbidito tradizioni barbare. Le neonate non si affogano più in un secchio di acqua gelida, come ancora accadeva agli inizi degli Anni 80, ma l’attuale squilibrio tra maschi e femmine è dovuto alle drammatiche consuetudini di quegli anni. Nelle campagne cinesi le cose non sono poi cambiate molto, con l’unica differenza che la tecnologia ora disponibile consente di sapere in anticipo il sesso del nascituro, e si ricorre con grande frequenza all’aborto. Ufficialmente il medico non deve dire alla famiglia se il feto è maschio o femmina, ma basta allungare una busta con mille yuan (poco più di cento euro) per convincere il dottore a rompere questo suo segreto professionale. Le contadine che sono venute a vivere in città raccontano che in campagna le donne che non hanno un maschio vengono emarginate dalle altre madri, così bisogna averlo a ogni costo. Ma tanti bambini costano e le femmine, se non si ricorre all’aborto, vengono abbandonate: il 99 per cento delle adozioni in Cina riguarda infatti bambine.