Francesco Alberti, ཿCorriere della Sera 28/8/2003, 28 agosto 2003
«Noi di Comunione e Liberazione siamo la più grande lobby del mondo, perché abbiamo Dio come principale lobbista [
«Noi di Comunione e Liberazione siamo la più grande lobby del mondo, perché abbiamo Dio come principale lobbista [...] Ovattata e guardinga, incentrata su una fitta rete di rapporti personali, sempre ispirata ad un trasversalismo che privilegia i contenuti alle pregiudiziali ideologiche, l’azione dei ciellini si concretizza in una costante e capillare pressione in Parlamento e sull’esecutivo su temi cruciali quali la sussidiarietà, la libertà di educazione, la bioetica, l’immigrazione, la difesa delle Fondazioni, la tutela dei piccoli Comuni. Lobbisti per conto di Dio? ”In un certo senso, sì, a patto però di riferirsi a quello sforzo quotidiano, ispirato alla lezione di don Giussani, che punta a migliorare la vita del prossimo attraverso la fede e l’esperienza del Cristo incarnato”, tengono a precisare dall’interno del Movimento, ancora memori di quando, non molto tempo fa, venivano additati come una setta integralista, impegnata in non chiare trame di potere. Fedeli all’esortazione dongiussaniana di ”immergersi nel mondo”, tocca soprattutto ai parlamentari di ispirazione ciellina condurre nel Palazzo le battaglie del Movimento. Un drappello piuttosto ridotto. Ma che si dà un gran daffare».