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 2003  settembre 02 Martedì calendario

Tripodina Domenico, di anni 67, residente a Palmi (Reggio Calabria). Benché sposato e padre di due figli, faceva da tempo l’amore con la moglie di un altro che per la vergogna aveva cambiato città, lasciandola sola coi pettegolezzi e i due figli

Tripodina Domenico, di anni 67, residente a Palmi (Reggio Calabria). Benché sposato e padre di due figli, faceva da tempo l’amore con la moglie di un altro che per la vergogna aveva cambiato città, lasciandola sola coi pettegolezzi e i due figli. Negli ultimi tempi lei s’era scocciata dei lombi del Tripodina, anche perché lui di tanto in tanto la pestava: l’aveva denunciato e tentava di convincerlo a non vedersi più. Della faccenda era stufo pure il figlio di lei F. Mario, di anni 17. Ne discusse con la madre domenica 24. Intorno alle 19 e 30 la lasciò a piangere coi gomiti sul tavolo di cucina e si recò nella piazza principale. Si fece largo nella solita folla intenta nel bivacco preserale e si parò davanti all’amante della madre, intimandolo di lasciarli in pace. Quello, con un sorriso sardonico, gli rigirò la domanda, chiedendo il ritiro della denuncia contro di lui. Mario estrasse allora il coltello che s’era portato da casa e colpì il Tripodina per sei volte, all’addome e al collo. Poi si fece scivolare la lama dalla mano e corse via piangendo.