varie, 2 settembre 2003
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Johnson Allen
• Washington (Stati Uniti) 1 marzo 1971. Campione dei 110 ostacoli, oro alle Olimpiadi del 1996, quattro volte campione del mondo (Goteborg 1995, Atene 1997, Edmonton 2001, Parigi 2003), due volte a 1/100 dal record mondiale del gallese Colin Jackson (12’’91). "In una specialità che, come i 110 ”acca”, nasconde mille insidie, non è facile vincere quattro ori mondiali [...] ex decathleta strappato alla multidisciplina nel ’ 92 – quando guardando in tv i Giochi di Barcellona promise ai genitori che 4 anni dopo avrebbe vinto l’oro anche lui – non avesse dovuto fare i conti con tanti infortuni, a cominciare dal guaio a un ginocchio prima di Sydney (per questo rimase giù dal podio pur essendo il favorito d’obbligo) e dallo strappo a un polpaccio nei quarti dei Mondiali ’ 99 che gli negò una vittoria quasi scontata. Ai trionfi nei 110 hs, va aggiunto un quinto oro iridato, conquistato nella 4x400, grazie alla quarta frazione in batteria ad Atene ’97. Ma nonostante queste perle, Allen non è hamai avuto la fama di altri più incensati attori dell’atletica mondiale. La sua sfortuna è portare un cognome comune, lo stesso di quel Michael che, negli anni scorsi, gli ha inevitabilmente rubato la scena. Proprio nel giorno in cui Allen esplodeva ai Trials per l’Olimpiade ’ 96, quando arrivò a un centesimo dal record di Jackson (12’’92 contro 12’’91), MJ spazzava via il 19’’72 di Pietro Mennea dall’albo dei primati mondiali dei 200: quel giorno l’exploit dell’ostacolista venne oscurato dall’impresa del ”jet di Waco” e Allen finì in secondo piano" (Paolo Marabini, ”La Gazzetta dello Sport” 2/9/2003).