Giancarlo Mola, ཿla Repubblica 21/8/2003, 21 agosto 2003
Gli scenari possibili sono sostanzialmente due: uno ottimista, l’altro pessimista. Vincenzo Ferrara, direttore del progetto clima globale dell’Enea, l’Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente «Nel primo caso, con un aumento delle temperature di un grado e mezzo o due, ci troveremmo di fronte a cambiamenti climatici enormi: alluvioni nell’Europa centrale e desertificazione in quella meridionale
Gli scenari possibili sono sostanzialmente due: uno ottimista, l’altro pessimista. Vincenzo Ferrara, direttore del progetto clima globale dell’Enea, l’Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente «Nel primo caso, con un aumento delle temperature di un grado e mezzo o due, ci troveremmo di fronte a cambiamenti climatici enormi: alluvioni nell’Europa centrale e desertificazione in quella meridionale. Uragani tropicali anche dalle nostre parti. [...] Si avrà una estremizzazione dei fenomeni atmosferici [...] Lo scioglimento delle nevi perenni a causa del caldo farà aumentare l’evaporazione, la condensazione e la precipitazione di acqua. Pioverà più brevemente ma con più violenza. Le alluvioni saranno più frequenti [...] Nell’Italia meridionale ci troveremo con un ecosistema di tipo nordafricano. Quindi periodi di siccità molto più lunghi [...] Al Sud attecchiranno meglio alberi di banane e kiwi mentre il Nord diverrà terreno ideale per gli ulivi».