Natalia Aspesi, ཿla Repubblica 18/8/2003, 18 agosto 2003
Nella sua vana ricerca di un’anima gemella, la scrittrice americana Patricia Highsmith ebbe esagerate passioni per: svariate signorine dell’elegante collegio Barnard; le studentesse Virginia ed Helen; una bionda Rosalind Constable che lavorava a ”Fortune”; Allela Cornell, pittrice, bruttissima; Virginia Kent Catherwood, aristocratica, moglie di un potente banchiere; Ellen Hill, sociologa, 42 anni, 12 più di lei (durò quattro anni, per lo più spesi in litigi, Highsmith annotava: « peggio che essere sposata); Kathyn Cohen, moglie (poi suicida) dell’editore inglese che le pubblicò i primi romanzi; Daisy, cameriera; Ann, disegnatrice; Marijane, scrittrice; Monique, insegnante; Marion, traduttrice; Lynn, aspirante attrice; Tabea, produttrice di film d’avanguardia; ”X”, moglie di un uomo d’affari inglese
Nella sua vana ricerca di un’anima gemella, la scrittrice americana Patricia Highsmith ebbe esagerate passioni per: svariate signorine dell’elegante collegio Barnard; le studentesse Virginia ed Helen; una bionda Rosalind Constable che lavorava a ”Fortune”; Allela Cornell, pittrice, bruttissima; Virginia Kent Catherwood, aristocratica, moglie di un potente banchiere; Ellen Hill, sociologa, 42 anni, 12 più di lei (durò quattro anni, per lo più spesi in litigi, Highsmith annotava: « peggio che essere sposata); Kathyn Cohen, moglie (poi suicida) dell’editore inglese che le pubblicò i primi romanzi; Daisy, cameriera; Ann, disegnatrice; Marijane, scrittrice; Monique, insegnante; Marion, traduttrice; Lynn, aspirante attrice; Tabea, produttrice di film d’avanguardia; ”X”, moglie di un uomo d’affari inglese. Nonostante il suo «pessimo carattere, l’avarizia, la ferocia», la Highsmith riuscì a sedurre un gran numero di donne. Tante ne amò che resta incomprensibile quando le restasse il tempo per scrivere. La sua tendenza omosessuale era manifesta almeno dai 14 anni (la madre le chiese: «Non sarai lesbica?»). Verso i 30 tentò anche di curarsi l’omosessualità con la psicanalisi («vorrei mettermi nella condizione di sposarmi», diceva), ma già a 20 aveva scritto: «Il lavoro di tutta la mia vita sarà un monumento, senza dedica, a una donna». Di uomini ne ebbe tre (il primo a 16 anni «per curiosità e nessun gusto»), tra cui Rolf Tietgens, fotografo gay col quale finì a letto un paio di volte «per mutua, forte, inaspettata e inconcludente passione».