Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  agosto 18 Lunedì calendario

Nella sua vana ricerca di un’anima gemella, la scrittrice americana Patricia Highsmith ebbe esagerate passioni per: svariate signorine dell’elegante collegio Barnard; le studentesse Virginia ed Helen; una bionda Rosalind Constable che lavorava a ”Fortune”; Allela Cornell, pittrice, bruttissima; Virginia Kent Catherwood, aristocratica, moglie di un potente banchiere; Ellen Hill, sociologa, 42 anni, 12 più di lei (durò quattro anni, per lo più spesi in litigi, Highsmith annotava: « peggio che essere sposata); Kathyn Cohen, moglie (poi suicida) dell’editore inglese che le pubblicò i primi romanzi; Daisy, cameriera; Ann, disegnatrice; Marijane, scrittrice; Monique, insegnante; Marion, traduttrice; Lynn, aspirante attrice; Tabea, produttrice di film d’avanguardia; ”X”, moglie di un uomo d’affari inglese

Nella sua vana ricerca di un’anima gemella, la scrittrice americana Patricia Highsmith ebbe esagerate passioni per: svariate signorine dell’elegante collegio Barnard; le studentesse Virginia ed Helen; una bionda Rosalind Constable che lavorava a ”Fortune”; Allela Cornell, pittrice, bruttissima; Virginia Kent Catherwood, aristocratica, moglie di un potente banchiere; Ellen Hill, sociologa, 42 anni, 12 più di lei (durò quattro anni, per lo più spesi in litigi, Highsmith annotava: « peggio che essere sposata); Kathyn Cohen, moglie (poi suicida) dell’editore inglese che le pubblicò i primi romanzi; Daisy, cameriera; Ann, disegnatrice; Marijane, scrittrice; Monique, insegnante; Marion, traduttrice; Lynn, aspirante attrice; Tabea, produttrice di film d’avanguardia; ”X”, moglie di un uomo d’affari inglese. Nonostante il suo «pessimo carattere, l’avarizia, la ferocia», la Highsmith riuscì a sedurre un gran numero di donne. Tante ne amò che resta incomprensibile quando le restasse il tempo per scrivere. La sua tendenza omosessuale era manifesta almeno dai 14 anni (la madre le chiese: «Non sarai lesbica?»). Verso i 30 tentò anche di curarsi l’omosessualità con la psicanalisi («vorrei mettermi nella condizione di sposarmi», diceva), ma già a 20 aveva scritto: «Il lavoro di tutta la mia vita sarà un monumento, senza dedica, a una donna». Di uomini ne ebbe tre (il primo a 16 anni «per curiosità e nessun gusto»), tra cui Rolf Tietgens, fotografo gay col quale finì a letto un paio di volte «per mutua, forte, inaspettata e inconcludente passione».