Maria Giuseppina Muzzarelli, Fiorenza Tarozzi, Donne e cibo, Mondadori, 2 settembre 2003
Menù del pranzo imbandito da Filippo Tommaso Marinetti in onore delle gambe di Joséphine Baker, da lui definite «afrodisiaci pennelli di color cioccolato al latte»: «porcoeccitato», salame crudo ritto in un piatto colmo di caffè espresso e acqua di colonia; «aerovivanda», composto da olive nere, cuori di finocchio e chinotti serviti alla destra del convitato, che con la sinistra doveva accarezzare un rettangolo coperto di carta vetrata, seta rossa e velluto nero, mentre i camerieri spruzzavano sulle teste profumi al garofano e dalla cucina proveniva un violento «conrumore» di motore di aeroplano contrastante con la «dismusica di Bach»; «dolcelastico», dessert di bignole allo zabaione rosso chiuse da una prugna secca
Menù del pranzo imbandito da Filippo Tommaso Marinetti in onore delle gambe di Joséphine Baker, da lui definite «afrodisiaci pennelli di color cioccolato al latte»: «porcoeccitato», salame crudo ritto in un piatto colmo di caffè espresso e acqua di colonia; «aerovivanda», composto da olive nere, cuori di finocchio e chinotti serviti alla destra del convitato, che con la sinistra doveva accarezzare un rettangolo coperto di carta vetrata, seta rossa e velluto nero, mentre i camerieri spruzzavano sulle teste profumi al garofano e dalla cucina proveniva un violento «conrumore» di motore di aeroplano contrastante con la «dismusica di Bach»; «dolcelastico», dessert di bignole allo zabaione rosso chiuse da una prugna secca. Il pasto fu presentato nell’estate del 1931, nel padiglione Italia dell’Esposizione coloniale di Parigi.