Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  settembre 02 Martedì calendario

Carta Dario, di anni 29. Commesso di sexy shop, prima a Firenze, poi a Genova, viveva a Sampierdarena, nella ex portineria di via Orgiero 13, affittatagli dal condominio due mesi fa

Carta Dario, di anni 29. Commesso di sexy shop, prima a Firenze, poi a Genova, viveva a Sampierdarena, nella ex portineria di via Orgiero 13, affittatagli dal condominio due mesi fa. Una predilezione per gli ombelichi, realizzava in casa video e foto hard-fetish che poi rivendeva sottobanco. Talvolta riprendeva spogliarelli, ancheggiamenti e finti amplessi di Marleholm Anna, di anni 26, rumena, ex ballerina. Gli era stata presentata da un Gherga Lionel Ovidio, di anni 29, e si accontentava di 50 euro a sessione creativa. Nel pomeriggio di martedì 13, detta Marleholm s’incontrò a un bar del centro con un altro connazionale, Mihaiasa Gavrilla Dan soprannominato ”Ghiba”, di anni 32, ex guardia giurata con presente da buttafuori. In ragione della sua stazza gli chiese di accompagnarla quella sera al meeting in casa del Carta, forse per recuperare le videocassette in cui compariva nuda, forse per derubarlo. Arrivarono intorno alle 23. Bevvero tè freddo, fumarono sigarette. Indi il Carta si ritirò con la rumena in camera da letto, già provvista di telecamera. Il Mihaisa non partecipò al sesso, ma confessò poi di aver spiato. Su richiesta della ballerina, intorno all’1, il Carta si recò in cucina a prendere una merendina energetica. Mentre tornava fu preso a calci e pugni, mezzo strangolato, colpito alla nuca con un tagliere in legno. I due rumeni gli legarono intorno a un braccio e al collo il cavo di alimentazione del lettore cd. Lo lasciarono supino accanto all’unico mobile del corridoio. Misero in un lenzuolo vari oggetti, tra cui computer e telefonino, fuggirono in taxi. Lui fu arrestato a Genova, lei ritrovata piangente 3 giorni dopo nella stazione di Villa San Giovanni (Reggio Calabria).