1 settembre 2003
Debach Elie, di anni 73, ebreo tripolino, fratello del rabbino Tesciuba Shalom, sposato, due figli. Giunto a Roma nel 1967, subito dopo la guerra dei Sei Giorni, vendeva tappeti orientali, tessuti e abiti a tinte forti nel negozio ”Kajam”
Debach Elie, di anni 73, ebreo tripolino, fratello del rabbino Tesciuba Shalom, sposato, due figli. Giunto a Roma nel 1967, subito dopo la guerra dei Sei Giorni, vendeva tappeti orientali, tessuti e abiti a tinte forti nel negozio ”Kajam”. Alle 13 di mercoledì, la strada pressochè deserta, parlò della gran calura con Fares Benito, venditore di occhiali e vicino di negozio. Dopo averlo salutato, approfittò della pausa pranzo per fare una riparazione all’impianto idraulico del locale. Mancando nel piccolo bazar l’aria condizionata, trovò insufficiente la brezza creata dal ventilatore a pale sul soffitto e lasciò aperta la porta del negozio, con la speranza di creare un po’ di corrente. Mentre era nel bagnetto a trafficare con pinze e cacciavite, qualcuno lo colpì per quindici volte con un coltello a lama stretta, o forse con un punteruolo, indi svuotò la cassa e fuggì col portafogli. Il cadavere fu ritrovato da R. Marcella, di anni 49, assunta part time per sostituire la commessa in vacanza. Tra le 14 e le 16 di mercoledì, in via Luigi Capuana, quartiere Talenti, Roma.