Massimo Arcidiacono, ཿla Gazzetta dello Sport 8/8/2003, 8 agosto 2003
Come ha fatto la Covisoc ad accettare garanzie così poco affidabili? Arcidiacono: «Da lì in poi, le domande e le nuove scoperte si rincorreranno senza sosta fino all’ingresso nella vicenda di magistrati e carabinieri
Come ha fatto la Covisoc ad accettare garanzie così poco affidabili? Arcidiacono: «Da lì in poi, le domande e le nuove scoperte si rincorreranno senza sosta fino all’ingresso nella vicenda di magistrati e carabinieri. Innazitutto, le fideiussioni sono firmate da Cynthia Ruia, un’affascinante signora che non è più amministratore delegato della Sbc dallo scorso maggio e che, imputata per una maxi- truffa a decine di risparmiatori, è da tempo nel ”libro nero” di Bankitalia. In secondo luogo la firma è contraffatta (non è della Ruia, cioè), ma come se non bastasse anche l’attuale proprietario della Sbc, Franco Jommi, sostiene di non sapere nulla di quelle garanzie. Le fideiussioni, cioè, sono false. Carta straccia. Infine, la stessa titolarità della Sbc appare dubbia: una denuncia alla procura di Milano contesta che le azioni siano di Jommi. A presentarla è stata la Interfin, una società che controllava la Sbc fino allo scorso aprile. Per la Interfin ha lavorato a lungo il titolare di alcune discusse finanziarie, Amedeo Santoro, ex presidente del Sora (C2), legato da solidi quanto strani intrecci a Rigone, Landi, De Vita e con buone entrature alla Federcalcio e alla Covisoc».