Gerd Kröncke, ཿSüddeutsche Zeitung 2/8/2003; Maurizio Assalto, ཿLa Stampa, Salvo Mazzolini, ཿil Giornale 3/8/2003; Achim Zons ཿSüddeutsche Zeitung 4/8/2003, 2 agosto 2003
Nel 1957 Charles A. Lindbergh, aviatore, americano, primo trasvolatore dell’Atlantico, soprannominato ”Lucky Lindy” e ”Lone Eagle”, passeggiava lungo la Agnesstrasse, a Monaco, quando fu colpito da una vetrina che esponeva cappellini particolarmente graziosi
Nel 1957 Charles A. Lindbergh, aviatore, americano, primo trasvolatore dell’Atlantico, soprannominato ”Lucky Lindy” e ”Lone Eagle”, passeggiava lungo la Agnesstrasse, a Monaco, quando fu colpito da una vetrina che esponeva cappellini particolarmente graziosi. Entrò per congratularsi con la signorina che li aveva creati, una Brigitte Hesshaimer. Poco dopo la dichiarazione d’amore, passeggiando per Odeonsplatz (’perché i leoni non ruggiscono?”, le chiese lui, alludendo alla storia per cui gli innamorati riescono a sentire i versi dei leoni di pietra della Feldherrenhalle). Lei aveva 26 anni e viveva con la sorella nella stessa strada del negozio, in un minuscolo appartamento al quarto piano, senza ascensore. Lui ne aveva 55, da 28 una moglie scrittrice nel Connecticut (Anne Morrow) e cinque figli. Ciononostante, nei successivi tre lustri e mezzo, non disdegnò di procreare tre pargoli (Astrid, Dyrk e David) con la Hesshaimer e di proseguire una doppia vita (tenendo sempre segreta la seconda). Ai figli tedeschi era noto come Careu Kent (non lo chiamavano mai papà). Li mandò a studiare in collegi esclusivi, li andava a trovare regolarmente nella villa sul lago Ammersee, dove si era trasferita la cappellaia. Non fu un padre assente. In una lettera del 1963 si raccomandava: «Fai in modo che i ragazzi imparino al più presto l’inglese, perché sono troppo vecchio per il tedesco. Di’ a Dyrk e David di prepararsi perché presto li porto in Kenia a vedere le giraffe». Brigitte non rivelò mai ai figli il segreto (rimasto tale anche per i biografi di Lindbergh, fino alla rivelazione della ”Süddeutsche Zeitung” di una settimana fa). Si risolse a farlo poco prima di morire, quando per caso sua figlia Astrid trovò in soffitta 120 lettere firmate C. L. (e non C. K.): «Solo allora la mamma ci rivelò il segreto, ma lo fece controvoglia, quasi temendo di tradire un impegno con l’uomo della sua vita».