1 settembre 2003
Panciera Serena, di anni 17. Castana con riflessi biondi, sguardo vivace, naso largo e tondeggiante, a detta di tutti intelligente, impegnata e sensibile, studiava organo al conservatorio Benedetto Marcello di Mestre (Venezia), ma voleva diventare medico nei paesi del Terzo mondo
Panciera Serena, di anni 17. Castana con riflessi biondi, sguardo vivace, naso largo e tondeggiante, a detta di tutti intelligente, impegnata e sensibile, studiava organo al conservatorio Benedetto Marcello di Mestre (Venezia), ma voleva diventare medico nei paesi del Terzo mondo. Da febbraio si era trasferita in Guatemala per uno scambio culturale e viveva a Malacatàn, ospite della famiglia Bermudez, marito, moglie e quattro figli. L’altra sera, il signor Leonel che le faceva da padre temporaneo le diede il permesso di restare fuori a cena con un’amica. In realtà lei se ne andò al ristorante con due ragazzi: Villagran de Leon Rosney, di anni 21, figlio di un noto narcotrafficante, già scampato a 12 attentati, vedovo da un mese (la moglie uccisa da una banda rivale) e la sua presunta guardia del corpo, Perez Ortiz Ivan, di anni 24. I tre spiluccavano dai piatti quando furono avvicinati da un tizio in camicia bianca, pantaloni scuri e pistola: sette proiettili per il Villagran, altri per i suoi compagni. Nella serata di sabato 2, in una città di cinquantamila abitanti tra vulcani, foresta tropicale, campi coltivati a oppio e canapa, al confine col Messico.